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Lettera di un compagno di Catania
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Giuseppe, anarchico catanese al quale gli aguzzini in divisa dedicano particolare e infame accanimento, accusato in passato di aver lanciato una molotov contro una caserma dei carabinieri.
Viviamo in un periodo in cui la libertà è controllata e chi prova ad esprimere il dissenso viene placato mentalmente e fisicamente. Non è tollerabile che il solo esprimere un rifiuto diventi un pretesto per essere repressi. Basta con il controllo quotidiano, la libertà ci appartiene e non la potete controllare. Ci potete arrestare, picchiare, massacrare ed uccidere, come è già capitato. Non si fermano solo a questo ma tentano,ogni giorno di più, di infiltrarsi nel cuore dei ribelli fino al punto di vendere i loro corpi senza dignità, anestetizzandoci e rendendoci inoffensivi con i mezzi più assurdi e tecnologici che solo il potere ha in mano e fregandosene dei sentimenti che una persona può provare. Spero che tutto questo non capiti ancora per molto e che chi ha già subito ciò non rimpianga mai quanto ha fatto. Nessuno può giudicare le scelte che una persona ha intrapreso anche se gli resterà quella cicatrice indelebile dentro il cuore. Il dolore provocherà il tormento ma in esso continuerò a resistere.
Firenze - Campi di Concentramento
Vogliono aprire dei lager per immigrati a Firenze; uno nell'ex-CNR occupato di Viale Guidoni, l'altro in via Fosso Macinante alle Cascine
Veri e propri Campi di Concentramento, all' interno dei quali si è sepolti dal cemento e circondati dal filo spinato, privati perfino delle scarpe per non poter fuggire, regolarmente imbottiti di sedativi, senza poter vedere un avvocato perché “non c’è reato”. Solo la colpa di non avere in tasca il pezzo di carta appropriato. Li chiamano Centri di Prima Accoglienza, o Centri di Identificazione, o Centri di Permanenza Temporanea.
Toscana - Tentato omicidio di assassini, cronaca dalla repressione
“Tentato omicidio di assassini”.
Cronaca dall’inquisizione in Toscana..
Dal decreto di perquisizione della procura di Firenze a firma del sost. Proc. della rep. giuseppina Mione:
“in ordine ai reati di tentato omicidio, porto d’armi o esplosivi e associazione sovversiva” (trad. dal cod. pen.) (...) “RITENUTO che vi sia fondato motivo di ritenere che nell’abitazione del predetto indagato” (…) “possano rinvenirsi cose e tracce riconducibili direttamente o indirettamente alla fabbricazione del mortaio artigianale (costituito da un cilindro metallico, chiuso con una base di cemento, composto da: congegno di attivazione costituito da miccia a lenta combustione con viplatura di colore rosso; innesco costituito da detonatore a fuoco; carica esplosiva –detonante- costituita da gelatina) utilizzato per la commissione dell’attentato esplosivo ai danni della caserma Vannucci di Livorno, in data 25/9/2006 nonché materiale cartaceo (manuali, opuscoli, rubriche, agende ecc..) e qualsivoglia altro supporto documentale anche di natura informatica, relativo alle modalità di fabbricazione del predetto mortaio ed alla fase preparatoria della commissione del reato, nonché ai rapporti con i coindagati ed, infine, materiale utile per l’estrapolazione di reperti biologici per eventuali successive comparazioni;” (…)
[Fi] Bettola benefit Al Confino
VILLA PANICO, FIRENZE 16/05
Bettola benefit in solidarietà ai ragazzi de Al Confino
Per arrivare: villa panico è nel parco di San Salvi, dall'entrataprincipale in via di San Salvi prosegui fino in fondo al parco. Autobus 6, 20.
Lettera del compagno Max Toschi "sul carcere"
Alessandria 24-04-08
Ciao compagni, mi chiedete come me la passo qui.
Benissimo...o meglio, non posso lamentarmi. Lavoro quasi ogni mese così da potermi mantenere senza gravare su nessuno; posso fare 4 ore d'aria al giorno e 2 di socialità; ho 2 telefonate e 6 ore di colloquio al mese (4 ordinarie e 2 straordinarie) nelle quali ho il permesso di vedere i miei parenti e anche una compagna. Penso di essere quello messo meglio tra gli arrestati del 12-02-07.
In compenso però la sezione EIV del carcere di Alessandria fa cagare.
Siamo in 7, numero troppo esiguo perchè la direzione si degni di avviare un qualsiasi tipo di attività, quindi la mezzoretta di lavoro quotidiano è l'unica distrazione. Naturalmente siamo isolati dai comuni e così non possiamo andare al "loro" campo da calcio; l'aria la facciamo in un passeggio da isolati (5x5 metri per 7 persone) e la socialità si ritrova in spazi altrettanto chiusi e ristretti e va a finire che si esce dalla cella al massimo 1 o 2 ore al giorno.
Verona - Spezzone autoorganizzato al corteo
Un centinaio di compagni di diverse realtà si sono trovati a Verona, domenica 11 maggio, per un presidio contro la normalizzazione delle città, contro il fascismo e in solidarietà con i compagni arrestati.
Il presidio è stato anche un'occasione per discutere della manifestazione del 17 maggio a Verona. Si è condivisa e confermata la volontà di creare uno spezzone autorganizzato, fuori da ogni compatibilità istituzionale, durante il corteo di sabato (ritrovo ore 15,00 davanti alla stazione di Porta Nuova).
Lavagna - Denuncia di una vittima di TSO
Vi contatto per informare che un nostro amico, un caro amico, R.L. è stato sottoposto a ricovero coatto in regime di TSO nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Lavagna dopo una permanenza di due giorni volontariemente. La notifica è arrivata stamattina dopo che il primario gli aveva detto che lunedì (oggi) sarebbe uscito. Cio' che ha fatto scattare la notifica del TSO è stata la risposta che questo nostro amico ha dato al tale medico, ovvero, in tutta tranquillità e educazione come suo solito: -io qui sto peggio, voglio uscire-. Dopo tale risposta il medico, ormai non più considearabile come persona dotata di sentimenti, ha deciso di ritenere necessario il TSO.

