archivi

Faco libero dai domiciliari

Gio, 01/05/2008 – 20:41

fonte senza gabbie

Lettera di Gabriel Pombo da Silva

Gio, 01/05/2008 – 20:45

Il sogno di molti politici è quello di concepire le città come fossero delle carceri: videocamere da ogni lato, così potenti da non permettere di nascondere nulla nell'oscurità, uno sbirro di quartiere che controlli chiunque, la riduzione di qualsiasi protesta o dubbio sul sistema ad una mera questione d'insoddisfazione personale, indirizzandoci nel caso verso la via giudiziaria per garantirci una serie di "diritti", da essi stessi chiamati umani o di base.

Questo sogno non è solo un miscuglio tra 1984 di George Orwell e Un mondo felice di Aldous Huxley, dove i timori, reali o costruiti come devono essere, le tecnologie, le droghe e le biotecnologie stanno facendo dell'essere umano un oggetto del nuovo sistema totalitario.

Di lavoro si muore, per un primo maggio contro il lavoro

Gio, 01/05/2008 – 20:54

fonte http://summerhill.noblogs.org

Il Gruppo Stefanel dice basta alle pellicce!

Gio, 01/05/2008 – 21:00

La dirigenza del Gruppo Stefanel ha deciso di adottare una politica “fur-free” per tutti marchi del gruppo in seguito ad un incontro avuto martedì 29 aprile con rappresentanti di Campagna AIP.
Tale politica implica la fine dell’uso di inserti di vero pelo, anche quelli considerati sottoprodotto della carne, per tutti i marchi del Gruppo: Stefanel, Hallhuber e Interfashion. Tale politica si attuerà tra due stagioni invernali, visti i tempi della moda per cui le stagioni si preparano con largo anticipo e già adesso stanno disegnando e prendendo accordi con i fornitori per la stagione Autunno/Inverno 2009/10.

Firenze - Il 7 maggio udienza preliminare per i fatti di Vicolo del Panico (presidio e altro)

Gio, 01/05/2008 – 21:11

ALLE VECCHIE MURA
Comincia il processo per i fatti di Vicolo del Panico

L'11 ottobre 2005 opponemmo una decisa resistenza alle forze dell'ordine venute in forze a sgomberarci dallo storico circolo anarchico di Vicolo del Panico, occupato dal primo maggio del 1979.
Il 7 maggio prossimo venturo, in sede di udienza preliminare, il tribunale di Firenze deciderà se rinviare a giudizio più di venti persone in relazione a quei fatti. L'esito è, ovviamente, pressochè scontato. Le accuse vanno dall'occupazione al danneggiamento di immobile, dalla resistenza alle lesioni a pubblico ufficiale fino al tentato incendio. Come al solito nell'impianto processuale non mancano teoremi e deliri polizieschi, ma non è questo l'essenziale. L'essenziale è che, quell'11 ottobre di più di due anni fa, diversi compagni hanno deciso di contrastare con fermezza la rapina di un pezzo di storia del movimento anarchico da parte dell'amministrazione comunale: quattro mura che sudavano vita, emozione, rabbia; quattro mura strappate, la bellezza di ventisei anni prima, ad un centro storico sempre più mercificato; espropriate con l'azione diretta, con il vecchio ferro sovversivo dell'occupazione. Quattro mura che il mondo dell'autorità e della merce intendeva riprendersi con una concertazione asettica e indolore, anestizzando politicamente ogni tensione ribelle. Gli è andata male: l'azione diretta si è ripresentata, mandando all'aria ogni calcolo da bottega.