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Onu - Lo stupro è arma di guerra
New York, 20 giu. (Adnkronos) - Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha votato all'unanimita' una risoluzione, la 1.820, che definisce lo stupro un'arma di guerra. Il documento descrive il deliberato uso della violenza sessuale come una tattica di guerra e una minaccia alla sicurezza internazionale. Per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, la violenza contro le donne ha raggiunto "proporzioni indescrivibili".
Lo stupro è un arma e l'Onu ha il suo mostruoso arsenale. Seguono brevi estratti sull'argomento.
Haiti, MINUSTAH: 2005, 3 caschi blu accusati di stupro
Svezia - Approvata la Legge Orwell
fonte: puntoinformatico, ecplanet, thelocal.se
18 giugno 2008 - Il Riksdag, parlamento svedese, ha approvato con una maggioranza di 143 contro 138, la proposta dell'istituzione di una società della sorveglianza in grado di monitorare un numero inusitato di comunicazioni e scandagliarle alla ricerca di eventuali minacce alla sicurezza nazionale.
Più asfissiante della presenza della NSA sui network statunitensi, più ossessiva delle CCTV nelle strade di Londra, quella che è stata definita “legge Orwell” sfrutterà le capacità del quinto supercomputer più potente del mondo per tenere sotto controllo telefonate, e-mail, instant messaging, comunicazioni cellulari, VoIP, qualsiasi bit di informazione sia in entrata che in uscita dal paese.
Torino - Ogni giorno è buono per un'espulsione
Questa mattina, all'alba, quattro "ospiti" di Corso Brunelleschi sono stati tirati giù dalle brande per essere espulsi. A uno di loro hanno spaccato il cellulare per evitare che telefonasse all'esterno per avvertirci. Oggi è venerdì, un giorno nel quale solitamente non avvengono espulsioni: è evidente che polizia e Croce Rossa si sentono in difficoltà, e per lavorare tranquillamente si trovano costrette a cambiare abitudini e protocolli. Ancora oggi, per protestare, in molti hanno chiamato l'Enac di Malpensa (02-74867702) e il Cpt (011-5588778), o hanno scritto alla cr.piemonte@cri.it. È
Torino - Clandestini | Presidio
fonte: macerie
«Noi non vogliamo multarli. Vogliamo che questi signori smettano di pensare d’essere invisibili sui nostri mezzi. Certo non faremo in tempo a beccarli tutti, questo è matematico, ma l’importante è che qualcuno di loro finisca nella rete. Ma, soprattutto, che si venga a sapere una cosa: non potranno mai più salire indisturbati».
Di cosa parla Giovanni Battista Razelli, direttore generale di Gtt? E con chi ce l’ha? Chi sono questi invisibili che non vuole multare ma solo beccare, disturbare, terrorizzare? Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, il manager non stava parlando dei rastrellamenti che sono stati recentemente segnalati a bordo di alcuni autobus dellazienda che dirige: operazioni poliziesche in cui diversi agenti della polizia municipale salgono a bordo del mezzo, dividono le donne dagli uomini, gli italiani dagli stranieri, fanno allineare questi ultimi contro un muro e caricano su appositi autobus con sbarre ai finestrini quelli senza permesso di soggiorno, per portarli via. Lasciandosi andare a frasi piene di odio e di disprezzo come «non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana», «è finita la pacchia», «lItalia non è più il Paese delle meraviglie». Il tutto, e questo è forse il lato
Grecia - Contro il caro-vita...
Seguono i resoconti di alcune azioni dirette avvenute nel contesto delle proteste contro il caro-vita in corso in Grecia in queste ultime settimane.
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Vari attacchi incendiari hanno colpito, nella notte di venerdì tra la capitale e Salonicco, tre esercizi di una catena di fast food greca, due rivenditori di una casa automobilistica coreana, un negozio sportivo e due banche.
Negli attacchi sono rimaste gravemente danneggiate dodici macchine e le facciate degli edifici colpiti. Nessun ferito in questi attacchi compiuti con bombolette di gas unite insieme e fatte detonare.
