Amadeu Casellas e Manuel Pinteño escono dal carcere - Lettera di Juan Carlos Rico

traduzioni a cura di Culmine

Amadeu Casellas esce dal carcere

fonte: http://www.vilaweb.cat/noticia/36998...urt-preso.html

Il direttore del centro penitenziario conclude che ha scontato 8 anni più
del dovuto.
Il detenuto Amadeu Casellas è uscito a mezzogiorno di oggi, 9 marzo, dopo
aver trascorso 24 anni in carcere. Il direttore del centro penitenziario
di Girona ha effettuato il cumulo delle pene tra il vecchio ed il nuovo
codice penale e, a conti fatti, ha concluso che Casellas ha scontato 8
anni più del dovuto.
Fonti vicine al detenuto hanno spiegato a VilaWeb che da molto tempo
Casellas ed i suoi compagni denunciavano questa situazione e che già stava
scontando degli anni più del dovuto, ma i responsabili della Giustizia ed
i centri penitenziari "lo negavano".

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Spagna - Libero Manuel Pinteño!

fonte: libertad-manuel.blogspot.com

Manuel PinteñoSánchez, 52 anni, è stato liberato il 3 marzo 2010. Manuel,
pur non essendo mai stato condannato per un reato contro le persone e con
la condanna più alta che non ha mai superato i 6 anni, ha trascorso 33
anni nelle carceri spagnole. E' entrato per la prima volta in carcere nel
1977, e ben 24 sono stati gli anni trascorsi in isolamento.

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Juan Carlos Rico sulle liberazioni di Pinteño e Casellas

Oggi ho saputo che Manuel Pinteño e Amadeu Casellas sono LIBERI. Questa
notizia, senza che li conosca di persona, mi ha rallegrato senza farmi
cadere nell'euforia. Lo Stato oppressore/ladrone fascista non ha regalato
nulla a questi compagni, al contrario ha "sottratto" i migliori anni della
loro esistenza. Con queste due persone, com'è anche accaduto con il
compagno Joaquín Garcés, son andati ben oltre i limiti della loro legalità
in quanto a pene effettivamente scontate.
Non mi rallegro solo per questa notizia, ma anche per le loro famiglie ed
esseri cari, perché per essi è terminato questo atroce calvario; ma
d'altro canto mi rattrista constatare ogni giorno come l'industria della
detenzione/assassinio continui a funzionare inesorabilmente a tutto gas,
lasciandosi dietro una scia di morte, sofferenze e torture... Che questo
fatto non c'induca all'autocompiacimento del tipo "il sistema alla fine
funziona, male ma funziona". Non è così. Non funziona nulla quando le
stesse fondamenta della sua esistenza, i principi che regolano la sua
attività si basano su criteri di disuguaglianza e di crimine.
Per questo, esprimo la mia gioia per la scarcerazione di questi due
compagni, ma torno a ripetere che fino a che ci sarà anche un solo
prigioniero, fino a che ci sarà un solo carcere/morte in piedi, fino a che
ci sarà lo Stato, noi continueremo ad essere "carne da cannone" per
l'industria della morte.
Per questo insisto: fuoco al sistema. Rivolgo un appello a livello
internazionale affinché le azioni contro il carcere si intensfichino non
attraverso "giornate di lotta", ma con la guerra permanente in qualsiasi
luogo del pianeta. Lì c'incontreremo sempre. Solo attraverso lo scontro
violento ci riusciremo. Liberiamoci da tutti i patiboli, da tutti gli
aguzzini, dall'assassinio legalizzato all'ingrosso, il resto è... meglio
che non continuo per non ferire sensibilità altrui.
Liberate Tamara!
Nel mattatotio carcerario di Valdemoro, modulo d'isolamento.
Juan Carlos Rico Rodríguez

Mer, 31/03/2010 – 22:45
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