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Manifesto su condanne G8

Manifesto del CPO Gramigna sulle condanne del G8 di Genova
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Mar, 25/12/2007 – 18:12

Belgio - Danneggiato il Consolato Italiano

Nella notte tra il 12 e 13 dicembre 2007 il consolato Italiano a Ghent (Belgio) è stato danneggiato. Un piccolo articolo è comparso sui giornali:

- tratto da http://rookenas.blogspot.com

Mar, 18/12/2007 – 16:14

Milano - Una riflessione sul 12 dicembre

"La prima volta è una tragedia, la seconda soltanto una farsa"

Il 12 Dicembre, a Milano in particolare e in tutta Italia, è un giorno particolare in cui mantenere viva l'attenzione sulla natura violenta e criminale delle istituzioni statali che nel lontano 1969 non esitarono a fare uso di parti di servizi segreti e di gruppi fascisti per stroncare il nascente movimento rivoluzionario.

Mar, 18/12/2007 – 13:09

Roma - Rivendicazione krapfen_attack_02

Riceviamo e pubblichiamo

La sede della RAI è stata fatta oggetto del secondo attacco di bombe alla crema.

Quelli che seguono sono il comunicato di rivendicazione del secondo krapfen_attack e il comunicato stampa.

Il Krapfen Attack #3 nel pomeriggio a Piazza Fiume.


Molto poco cara RAI…questo è un

KRAPFEN ATTACK!

In questo 12 dicembre di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a ringraziarti dolcemente per la manipolazione delle coscienze, per la disinformazione quotidiana, per le menzogne sistematiche, per il servilismo volgare nei confronti dei potenti, per la diffamazione crudele nei confronti dei dannati della terra, per la mercificazione dei corpi, per i programmi spazzatura, per la censura delle voci fuori dal coro

Mer, 12/12/2007 – 16:25

Roma - Rivendicazione krapfen_attack_01

Riceviamo e pubblichiamo

Mer, 12/12/2007 – 15:58

Luigi Calabresi...

Roma, 18 nov. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un'orazione civile per ricordare le vittime del terrorismo sara' la serata dal titolo ''Spingendo la notte piu' in la''' che vedra', giovedi' 6 dicembre sul palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, Luca Zingaretti leggere brani tratti dal libro ''Spingendo la notte piu' in la'. Storia della mia famiglia e delle altre vittime del terrorismo'' (Ed. Mondadori) in cui Mario Calabresi, figlio del commissario di polizia Luigi, assassinato il 17 maggio 1972 a Milano, racconta la drammatica vicenda della sua famiglia.

Oltre all'attore, che e' anche regista dello spettacolo, saranno in scena Sara D'Amario, Roberto De Francesco e Biancamaria Lelli. Ad arricchire la serata saranno le musiche originali composte ed eseguite da Arturo Annecchino e sullo sfondo le immagini degli anni Settanta, selezionate e montate da Andrea Salerno. Il progetto nasce da un'idea di Zingaretti che ha deciso di fare del libro di Calabresi una lettura a teatro ma anche una serata speciale per recuperare il senso della memoria.

Sab, 08/12/2007 – 14:18

Carabinieri uccidono due rapinatori

Cremona, 8 dic. (Adnkronos) - Due rapinatori sono morti questa mattina a Sergnano, in provincia di Cremona, durante un conflitto a fuoco con i carabinieri. Nella sparatoria, avvenuta intorno alle ore 6, sono stati feriti al petto anche due militari dell'Arma, che pero' non sono in pericolo di vita. Altri due rapinatori sono stati arrestati. I quattro banditi avevano rapinato un gruppo di persone fuori da una discoteca di Treviglio, nel bergamasco, ed erano poi fuggiti a bordo di un'auto.

Roma, 8 dic. - (Adnkronos) - "Il conflitto a fuoco di questa mattina rivela la pericolosita' della criminalita' che dobbiamo contrastare, ma anche l'efficacia e la determinazione del controllo del territorio. Il suo costo umano e' l'esito dell'aggressione armata che i nostri Carabinieri hanno dovuto fronteggiare, dimostrando coraggio e grande preparazione. A loro deve andare tutta la nostra gratitudine e gli auguri di una rapida guarigione". Lo afferma il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, riferendosi allo scontro a fuoco fra quattro rapinatori ed i Carabinieri, avvenuto questa mattina a Sergnano (Cremona), che ha portato alla morte di due dei malviventi, all'arresto degli altri due ed al ferimento di due Carabinieri.

Sab, 08/12/2007 – 12:52

Un problema di sicurezza

Un problema di sicurezza.

La società del controllo globale si organizza: la libertà è possibile, ci dicono, soltanto rinunciando alla nostra individualità. Si può essere liberi solo laddove gli organizzatori dello sfruttamento possano sapere tutto di noi. Per consigliarci meglio su cosa acquistare, mangiare, bere; come vestirci, cosa ammirare, dove riposarci; con cosa giocare e con cosa dimenticare la realtà; cosa è bene e cosa è male; chi sono gli amici e chi sono i nemici; quali i valori validi e quali quelli sorpassati, non più al passo con i tempi; chi dobbiamo votare per il meglio del “Paese”, che inevitabilmente è sempre il meglio per i pochi e il peggio per tutti gli altri. In altre parole la libertà è possibile solo laddove chi organizza lo sfruttamento sia anche in grado di determinare cosa gli sfruttati debbano pensare. Gli strumenti non mancano: mass media e intellettuali organici alla classe dominante sono sempre a disposizione per risolvere qualunque dubbio possa affacciarsi nelle nostre coscienze. Questo con una tempestività che ha del mirabolante: noi siamo ormai in grado di esprimere un’opinione su un evento qualsiasi prima ancora che l’evento stesso si sia verificato. Come dire: non so ancora cosa mangerò a pranzo domenica prossima, ma so che mi piacerà tantissimo. Se la nostra preveggenza riguardasse esclusivamente fatti di rilevanza culinaria, è probabile che tutti saremmo d’accordo nel ritenerla frutto della semplice esperienza della tradizione che vuole la domenica libera dal lavoro salariato (ma non per tutti: pensateci, ad esempio, quando entrate in un ipermercato…), con più tempo a disposizione per la preparazione di gustosi manicaretti, gite fuori porta e banchetti familiari. Il problema è che la nostra preveggenza riguarda gli eventi più disparati: dal nome della squadra che vincerà il prossimo campionato a quello di chi sarà il prossimo presidente del Burkina-Faso, dall’andamento dei prezzi della benzina la prossima estate a quello dei mutui la prossima primavera, dal contenuto della prossima finanziaria degli Stati Uniti d’America allo scoppio della guerra con l’Iran. Come possiamo vedere siamo tutti diventati degli ottimi economisti e politologi, in grado di dare un giudizio su fatti che inevitabilmente si realizzeranno. Le conseguenze sono che se noi riteniamo inevitabile un evento qualsiasi, anche posticipato di anni nel futuro, non faremo nulla per cercare di far sì che esso non accada. Il trucco è tutto qui. Nessuno ha il dono della preveggenza, perché il futuro, semplicemente e fortunatamente, ancora non è. Certo, ci piacerebbe che fosse altrimenti, in modo che possiamo organizzare la nostra vita basandoci su delle certezze, ma la vita è divenire, cambiamento e dunque incertezza. E quello che ci distingue come esseri umani dagli altri viventi, è proprio il fatto che non ci limitiamo a vivere la nostra vita come viene, accettando passivamente gli eventi. Ciò che ci rende diversi è che cerchiamo noi stessi di determinare il nostro futuro. Le società umane sono nate proprio per questo. Solo che poi il fine si è perso. E ora le società umane esistono solo per perpetuare se stesse, per far si che la situazione non cambi, per far si che il futuro sia il più possibile simile al presente. E nelle società umane ci sono persone che prendono decisioni per tutti gli altri, delegati o meno che siano a farlo da tutti gli altri. Queste decisioni hanno un unico scopo: mantenere in immutato l’esistente ovvero far sì che i rapporti di forza all’interno della società non mutino, che dominatori e dominati stiano al loro posto, che possa aumentare il numero degli sfruttati ma non quello degli sfruttatori. E la sovrastruttura usata attualmente per fare tutto questo è la libertà e la sua esportazione: libertà che ovviamente coincide con un tipo di organizzazione politica ben determinata, ovvero con la democrazia. Se però analizziamo un attimo il significato sotteso all’uso di questa parola possiamo tranquillamente notare che non è esattamente ciò che la maggior parte di noi ha in mente. Ci rendiamo presto conto che quando il termine è utilizzato dalla classe dominata il significato che gli viene attribuito è quello di giustizia intesa come equa ripartizione del benessere sociale, mentre quando viene utilizzata dalla classe dominante il suo significato subisce una metamorfosi addirittura rispetto a quello etimologico: il “governo del popolo” inteso come popolo che si autogoverna diventa “governo del popolo” inteso come strumento attraverso il quale un gruppo limitato di individui (ovvero una minoranza) controlla e sfrutta il popolo (ovvero la stragrande maggioranza delle persone). E l’obbiettivo non è più quello che noi, classe dominata, attribuiamo alla parola democrazia ma quello che le classi dominanti da sempre fanno: perpetuare se stessi, il loro dominio e il nostro sfruttamento. Per far questo nel modo meno rischioso possibile per gli sfruttatori, ecco che arriva loro in soccorso proprio l’apparato massmediatico che, attraverso la sua sapiente e invasiva opera, convince innanzitutto gli sfruttati di avere il dono della preveggenza: il futuro è già scritto e dunque è immodificabile. L’organizzazione sociale attuale è la migliore possibile, quindi è perfetta e dunque è eterna (come per Dio, l’eternità è dedotta in base alla sua perfezione). Di conseguenza è necessario che tutti si convincano di almeno altre tre cose:

Gio, 06/12/2007 – 00:26
Mer, 22/11/2006 – 13:04
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