Aggiornamenti inchiesta del 10 giugno

riceviamo e diffondiamo:

Rinvio a giudizio per gli imputati del 10 giugno


Il 27 maggio 2010 si è svolta l’udienza preliminare che vede alla sbarra gli imputati dell’inchiesta del 10 giugno.
Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ha ottenuto il rinvio a giudizio per tutti gli otto compagni per partecipazione ad
associazione terroristico-eversiva costituita in una banda armata denominata Per il comunismo – Brigate Rosse; alcuni sono anche
accusati di atto di terrorismo con ordigno esplosivo e micidiale alla caserma Vannucci della Folgore, a Livorno; detenzione e porto di un
mortaio artigianale e di candelotti di esplosivo al fine di sovvertire l’ordinamento dello Stato; detenzione di armi. Le persone considerate
offese nella richiesta del pm sono il presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Difesa.
Il processo inizierà il 16 settembre 2010, presso il tribunale di Roma.
Non ci stupisce questo esito che era scritto, come noto era già il fatto che la fermezza rivoluzionaria nel ventre della bestia si
scontra inevitabilmente con il carcere. Non ci preme sapere se i nostri compagni abbiano fatto ciò che viene loro contestato perché sappiamo bene da che parte stare e siamo consapevoli che ribellarsi a questo sistema di sfruttamento significa scontrarsi con chi lavora unicamente per annientarci, nelle galere come nelle strade, il che fa scattare la logica intimidatoria e punitiva delle istituzioni democratiche. Ma la loro prigionia non induce a piegarci ed a rinunciare alla nostra identità politica autonoma rispetto ai modelli borghesi.
Se lo Stato democratico pensa di difendersi a colpi di sentenze, è destinato ad un’amara delusione, perché la rivoluzione dice: io ero,
io sono e io sarò.
Non ci sfuggono certo le difficoltà: oggettive, quelle dovute all’attuale condizione politico-economica ed alle violenze che la
democrazia parlamentare si concede con il plauso dell’opinione pubblica; e soprattutto soggettive, quelle legate all’espressione del
pensiero e della pratica rivoluzionari. I nostri attrezzi sono l’unione, la determinazione e la lotta, gli unici di cui disponiamo, ma che sono anche più che sufficienti per ribaltare un meccanismo globale strutturalmente in agonia, perciò non ci lamentiamo.
I ribelli di ieri e di oggi, ed ovunque nel mondo, hanno affrontato condizioni ben peggiori per giungere infine alla vittoria.

LA RIVOLUZIONE è UN FIORE CHE NON MUORE

Assemblea Contro il Carcere e la Repressione
assembleacontrolarepressione@gmail.com

Ven, 04/06/2010 – 10:26
tutti i contenuti del sito sono no-copyright e ne incentiviamo la diffusione