Abolizione dei domiciliari. Le proposte del governo

tratto da http://toscana.indymedia.org

ROMA - Custodia cautelare obbligatoria, anche per "presunta pericolosità e sufficienti indizi", per chi è sospettato di aver commesso rapine e furti di particolare violenza; processi accelerati se le prove per chi è stato arrestato sono schiaccianti; stretta sull'affidamento in prova se il crimine commesso ricade nella fascia rossa del grave o gravissimo allarme sociale. Ma anche un codice nazionale unico, fondato su un solido, realistico e inappuntabile fondamento giuridico, cui tutti i sindaci, pur nella loro libertà e autonomia, debbano attenersi per arginare la criminalità urbana, una sorta di cornice comune che eviti un'Italia a macchie di leopardo in cui il lavavetri di turno, cacciato da una città, si rifugi in quella vicina dove i divieti sono inesistenti. E ancora: regole nuove sul sequestro e la confisca dei patrimoni mafiosi che marcino in piena autonomia, sganciate dal processo e dalle sue (almeno fino a oggi) ineliminabili lungaggini. Infine 30mila uomini attualmente in esubero nelle Forze armate (il calcolo è dello Stato maggiore della Difesa) che potrebbero essere utilizzati per la sicurezza. Misure più severe sulla prostituzione e contro chi guida ubriaco.

Sarà un complesso disegno di legge quello che oggi sarà costruito a palazzo Chigi dal premier Romano Prodi e da tre ministri, Clemente Mastella per la Giustizia, Giuliano Amato per l'Interno, Arturo Parisi per la Difesa, riuniti dalle 17 per affrontare una delle emergenze più allarmanti dell'estate, quella della sicurezza urbana, della criminalità diffusa e di quella organizzata. Accantonata l'ipotesi di utilizzare l'Esercito nelle regioni ad alta densità mafiosa, Parisi ragionerà con Amato dei 30mila uomini che, eccedenti nel nuovo modello di difesa, potrebbero affiancare le forze dell'ordine. Amato, ancora ieri sera, lavorava personalmente al decalogo da affidare ai sindaci: un quadro normativo certo da usare per successive iniziative autonome, ma tale da evitare gli effetti della vicenda lavavetri che svelato un doppio rischio: la migrazione delle attività illecite da un comune più rigoroso a uno più permissivo e la debolezza della scelta normativa, tant'è che al ministero si cerca un articolo del codice penale che, più del 650, giustifichi l'allontanamento dei lavavetri.

Ma è sul ministero della Giustizia che incombe il compito più delicato: garantire che i criminali, siano essi rapinatori o autori di estorsioni, finiscano subito in galera, ci restino senza ottenere permessi, subiscano un processo rapido, e scontino una pena definitiva certa. Il Guardasigilli Clemente Mastella ne ha parlato a Telese, durante la festa dell'Udeur, con Amato. E ieri diceva: "Ho dato ai miei esperti dell'ufficio legislativo gli input per costruire un pacchetto che metta insieme rigore ma anche garanzie". Mastella, dopo le lamentele di Amato per i rapinatori arrestati che tornano subito in libertà, chiede una stretta sulla custodia cautelare e misure che garantiscano la certezza della pena. Ma anche, sul versante di mafia, camorra e 'ndrangheta, regole che colpiscano i portafogli dei boss e una revisione definitiva del 41bis senza cedimenti a chi vorrebbe attenuare l'attuale carcere duro. È un progetto ambizioso in cui Mastella, da cattolico e moderato, vorrebbe coniugare rigore e garanzie. Ieri sera era contenuto in un appunto tecnico che oggi sarà valutato dallo stesso Guardasigilli.

Al primo punto c'è il carcere preventivo obbligatorio per i reati più odiati dalla gente come il furto e la rapina violenta. In via Arenula parlano genericamente di reati di grave allarme sociale e ancora sul tardi i magistrati dell'ufficio legislativo pesavano col bilancino attuali pene e possibilità di far scattare la custodia cautelare obbligatoria. Quindi, in un intervento che vorrebbe essere di sistema e non estemporaneo in stile "pacchetto sicurezza", si studia un processo che, per questi detenuti, sia rapidissimo. E ancora, una condanna da scontare nella sua interezza con una revisione dell'attuale meccanismo dell'affidamento in prova ai servizi sociali che potrebbe essere rivisto e limitato per gli autori di furti e rapine. Oggi a Prodi l'ultima parola.

(4 settembre 2007)

Dom, 16/09/2007 – 18:46
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